Cibo alla mente

Il quarto fascicolo di Chimera è da oggi in scarico (come sempre gratuito). Introdotto dall’editoriale di Roberto La Paglia (Cibo alla mente), si snoda tra i servizi di copertina a firma di Danilo Arona (Le profezie dell’Uomo-falena) e Giorgio Samorini (Adamo, Eva e l’iboga), la recensione di Daniele Imperi (I pilastri della Terra di Ken Follett) e “La Storia che verrà” di Simone Barcelli (La domesticazione del fico). Salutiamo l’ingresso in redazione di Luigi Milani che per “La narrativa di Chimera” presenta un racconto di Simone Lega (I Monacheddi). Buona lettura!

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Kidinnu di Sippar

Non per niente è passato alla storia, grazie alle testimonianze di Strabone e Plinio il vecchio, un astronomo e matematico babilonese, Kidinnu (o anche Kidenas/Cidèna), vissuto nel IV secolo a.C. e capo della scuola astronomica accadica di Sippar. Fu lui, infatti, a sviluppare un personale metodo per calcolare, con notevole approssimazione, il differente movimento del Sole, della Luna e di altri pianeti. Continue reading

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Uno scienziato alle origini della paleoastronautica

Il 20 settembre 2005 moriva, ormai novantenne, il matematico ed etnologo russo Matest Agrest Mendelevitch, conosciuto per il suo contributo alla teoria delle funzioni cilindriche incomplete e ancor di più per l’ipotesi di paleocontatto espressa in tempi davvero non sospetti. Infatti, al pari dell’archeologo francese Henri Lhote (che individuò i dipinti e le incisioni del Tassili in Algeria), Agrest deve essere ricordato per essere stato tra i primi scienziati a divulgare la tanto discussa teoria degli antichi astronauti. Insomma, almeno un decennio prima che identiche ipotesi fossero poi riprese, sviluppate e strumentalizzate anche da scrittori senza scrupoli. Qualcuno di voi ricorderà che il nome di questo sconosciuto Agrest compariva nei lavori di Peter Kolosimo ma non tutti conoscono la vita di quest’accademico. Vale la pena porre rimedio, anche se in forte ritardo. Continue reading

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Chimera, da oggi per tutti

Il terzo fascicolo di Chimera, da oggi in scarico (come sempre gratuito), entra nel suo secondo anno di vita, con qualche novità. A parte la grafica, ritoccata quel tanto che basta per rendere il file pdf più leggero, da questo numero rendiamo il download libero anche agli utenti non registrati. Insomma, usciamo in punta di piedi dalla nicchia che ci eravamo costruiti per raggiungere un bacino di lettori più ampio. E così faremo con il gruppo creato su Facebook, a cui d’ora in poi tutti potranno aderire liberamente. Buona lettura.

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La piramide che non c’è

Natividade da Serra è un piccolo paese dello stato di San Paolo, in Brasile. Qui, una decina d’anni fa, in cima a una collina (a circa 250 metri dal ruscello che prende forza dal Paraibuna Rio) sono state rinvenute misteriose rovine, in una zona che almeno fino al 1853 non ha ospitato insediamenti umani. Le spesse lastre in granito, di forma rettangolare (quasi fossero blocchi di muratura), alte 70 centimetri, larghe fino a 80 e lunghe fino a duecento, denotato angoli arrotondati e potrebbero pesare quasi 250 chilogrammi. Continue reading

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Teschi della discordia

Mitchell-Hedges a Lubaantun I teschi di cristallo sono tra i manufatti più controversi e come tali non potevano sfuggire alla nostra attenzione. Rammentando che nessun teschio di cristallo proviene da scavi archeologici documentati, e già questo la dice lunga sull’autenticità dei reperti, andiamo subito a indagare su quello più noto, legato alla figura dello scrittore e avventuriero Frederick Albert Mitchell-Hedges, vissuto tra il XIX e XX secolo. Le incerte cronache di un periodo in cui l’archeologia era senza dubbio più “romantica” di oggi, narrano che nel 1923 l’inglese partecipò a una spedizione nell’Honduras britannico (l’attuale Belize) finanziata inizialmente anche dal British Museum; con lui c’era l’ufficiale medico Thomas Gann, che aveva già scavato quelle rovine vent’anni prima. L’artefatto fu scoperto il 1° gennaio 1924 a Lubaantun (in lingua Maya “luogo delle pietre cadute”), dalla figlia adottiva di Mitchell-Hedges, l’adolescente Anna, nel giorno del suo compleanno. La ragazza rinvenne parte del teschio tra le macerie di un altare sulla sommità di una piramide; tre mesi dopo fu ritrovata anche la mandibola, a una decina di metri di distanza. Mitchell-Hedges consegnò il teschio agli indigeni (che ritenevano vi dimorasse una divinità) ma nel 1927, al termine degli scavi, gli fu restituito in segno di gratitudine. Continue reading

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Torna Chimera

Da oggi tutti gli utenti registrati possono procedere al download gratuito del nr.2 di Chimera, cliccando sulla cover inserita nella sezione a destra del portale. Buona lettura.

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Chimera sta arrivando

Una lunga attesa, sei mesi, ma finalmente sta arrivando.E’ il secondo numero di Chimera, la nostra rivista elettronica gratuita, in download tra pochi giorni su questo portale. Articoli, recensioni, rubriche e un bel racconto. Ricordiamo che per il downaload gratuito del magazine occorre registrarsi, seguendo le istruzioni inserite nella colonna a destra.

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Neandertal, fine di una specie

(Il presente articolo, già apparso sul web, viene qui riproposto in forma riveduta e aggiornata sulla scorta di recenti studi apparsi su riviste scientifiche)

L’ultima sponda L’estinzione dell’uomo di Neandertal è una questione mai troppo dibattuta, soprattutto se consideriamo che questo ominide è stato il dominatore incontrastato, sul nostro pianeta, per più di 200.000 anni ed è scomparso all’incirca nel 26.000 a.C. per far posto a quella specie a cui apparteniamo ancor oggi per discendenza: l’Homo sapiens. L’ultimo stanziamento importante di una comunità Neandertal è quello di Gibilterra, nelle grotte di Gorham e di Vanguard, e risale a 28.000 anni fa. In quel lembo di terra sul Mediterraneo, questa specie viveva quindi, in pieno isolamento, gli ultimi giorni della propria esistenza, dando la caccia a foche e delfini. Dopo aver attraversato indenne buona parte del Paleolitico, adattandosi così bene da entrare in simbiosi con ogni condizione climatica che potesse presentarsi, comprese le ere glaciali che sappiamo si susseguirono incessantemente, l’arrivo in Europa dell’Homo sapiens, proveniente dall’Africa e dall’Asia con movimento da est a ovest, pose fine alla sua millenaria esistenza. Continue reading

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Il secondo numero di Chimera tra un mese

Il secondo numero di Chimera sarà disponibile tra circa un mese. In questi giorni stiamo vagliando il miglior materiale da pubblicare. Ricordiamo che per leggere gratuitamente Chimera magazine occorre registrarsi al portale. Nel frattempo, per chi non lo avesse già fatto, c’è ancora il nr.1 da sfogliare.

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